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LE 5 SETTE PIU’ DEVIATE DELLA STORIA

In passato abbiamo già parlato di sette religiose che hanno compiuto atti estremi in nome della loro fede deviata. Un esempio su tutti fu la setta, guidata dall’autoproclamato reverendo Jim Jones, il Tempio del popolo. Una setta che arrivò ad una tragica fine, commettendo uno dei suicidi di massa più famosi e drammatici della storia. Il tempio del popolo non fu però l’unica setta a compiere un atto così estremo. Molti altri culti sono nati e finiti nel sangue. In questa classifica vi dirò quali sono queste sette. Suicidi di massa, orribili crimini, omicidi e cannibalismo. Queste sono solo alcuni dei deviati atti compiuti dalle 5 sette più deviate della storia.

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Numero 5 – L’ordine del tempio solare

Fondato da Joseph Di Mambro e Luc Jouret, l’ordine del tempio solare, era un culto che voleva raccogliere l’eredità dei cavalieri templari di epoca medioevale. Operava principalmente negli Stati Uniti, nel Canada ed in Europa, e divenne ben presto una delle sette più potenti mai esistite.

Questo ordine divenne particolarmente conosciuto, però, non tanto per le sue idee, quanto per i crimini che seppe mettere in atto nel corso degli anni, tra cui omicidi e detenzione illegale di armi da fuoco. Nel 1994 il culto ottenne una grande fama negativa a causa di un fatto orribile che si consumò all’interno delle sue cerchia. Un neonato di pochi mesi venne brutalente assassinato dai membri della setta, convinti che in lui risiedesse l’anticristo. Il culto cominciò ad essere sottoposto a diverse indagini giudiziarie. La polizia si faceva sempre più pressante e, per i cultisti la soluzione era una sola.

Decine di membri della setta cominciarono a suicidarsi in tutto il mondo. Vennero rinvenuti molti corpi carbonizzati, altri crivellati di colpi di pistola. Molti si suicidarono soffocandosi o ingerendo del veleno.

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In totale le vittime furono 74, tra cui diversi membri altolocati della società. Nonostante tutto oggi, il culto, anche se con molti meno adepti e potere, esiste ancora.

Numero 4 – Heaven’s Gate

La setta conosciuta come Heaven’s Gate, tradotto “Cancello del Paradiso”, venne fondata negli anni 70 da Marshall Applewhite e Bonnie Nettles.

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Nella sede del culto, a San Diego, si respirava un aria di attesa. Tutti i membri della setta erano stati convinti da Applewithe che, rimanendo fedeli ai rigidi e disumanizzanti precetti dettati dall’ uomo, avrebbero meritato una nuova vita in un mondo idilliaco. Ma come potevano dei semplici uomini riuscire a raggiungere il nuovo mondo tanto sognato?

Secondo Applewhite l’unico modo per ottenere la salvezza era quello di commettere un suicidio di massa il giorno in cui la cometa di Hal-Bop fosse stata visibile dalla terra. La cometa avrebbe portato con se una nave spaziale, che avrebbe raccolto tutte le loro anime, trasportandole verso il nuovo mondo. Il 26 marzo 1997, in una villa del quartiere di Rancho Santa Fe, nei pressi di San Diego, la polizia rinvenne i cadaveri di 39 persone, 21 donne e 18 uomini.

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Erano tutti vestiti allo stesso modo, a volte coperti da un sudario viola. La morte era stata causata dall’ingerimento di un miscuglio di droghe ed alcool, seguito dal soffocamento con sacchetti di plastica avvolti in torno alla testa.

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Numero 3 – Aum Shinrikio

La setta chiamata Aum Shinrikyo, tradotto come Verità suprema, fu fondata in Giappone nel 1987 dal carismatico ed intelligente Shoko Asahara.

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La setta inizialmente mantenne un basso profilo, predicando la ricerca dell’illuminazione e lo yoga come cura fisica e spirituale. Il culto riuscì ad ottenere lo status di chiesa riconosciuta in Giappone. Però, ben presto, ci si rese conto che l’organizzazione agiva occultamente tramite azioni brutali. I suoi metodi eano paragonabili a quelli della Yakuza, la mafia giapponese. I membri del culto venivano obbligati ad effettuare donazioni, e chiunque minacciasse di denunciare le azioni criminose della setta veniva impietosamente assassinato. La polizia iniziò a compiere delle indagini su questo culto. La reazione di Shoko Asahara nonn fi fece attendere.

Nel 1995 l’uomo commissionò un attentato terroristico. Del gas velenoso venne rilasciato nella metropolitana della città di Tokyo. il risultato, 12 morti e centinaia di feriti.

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A seguito dell’attentato la polizia arrestò numerosi membri della setta, tra cui Shoko. Ciò che venne trovato nella sede del culto è veramente inquietante.

Il gruppo possedeva una grande quantità di armi biologiche, sufficenti a compiere un vero e proprio sterminio. Vennero rinvenuti gas nervino, antrace e numerose armi da guerra tra cui addirittura un elicottero da combattimento russo. Shoko venne condannato al carcere a vita. L’ Aum Shirikyo, anche se con numerosi cambiamenti sia ideologici che nei metodi applicati, esiste ancora oggi.

Numero 2 – La famiglia

In questa posizione della classifica troviamo una delle sette, ed uno dei leader, più famosi del mondo. Talmente famosi da aver pesantemente influenzato la cultura pop a partire dagli anni 70. Stiamo parlando della setta chiamata “La famiglia”, guidata dal carismatico e terrificante Charles Manson.

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Coloro che ebbero dei contatti con lui lo descrissero come Dio e Lucifero nella medesima persona. Manson riuscì, grazie al suo innato carisma, a raccogliere attorno a se un cospicuo gruppo di adepti, affascinati dalla sua abilità oratoria e dal suo forte carattere.

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Predicava l’odio per la chiesa e per le persone di colore, alternando le rapine necessarie al mantenimento del suo culto ed il consumo di hashish ed LSD. I suoi adepti erano totalmente affascinati da lui, pronti a compiere qualunque azione per compiacerlo. La setta si rese responsabile di numerosi omicidi. La prima vittima fu il musicista Gary Hynman. Subito dopo venne ordinato uno dei massacri più conosciuti della storia. In una villa di Cielo Drive, a Los Angeles, venne uccisa Sharon Tate, attrice e moglie del regista Roman Polanski, insieme ad altre persone che si trovavano li quel giorno.

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La donna era incinta, all’ottavo mese, quando venne massacrata con un coltello. Tutte le vittime vennero uccise con coltellate e violenti colpi di forchetta. I muri vennero imbrattati con diverse scritte fatte col sangue, come Healter Skelter e Death to Pigs.

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L’ultima vittima della setta fu un ex membro colpevole di aver lasciato la famiglia e di essersi sposato con una donna di colore. Venne brutalmente assassinato ed il suo cadavere fu seviziato e fatto a pezzi.

Tutti i componenti della setta vennero incarcerati e condannati a morte, ma nel 1972 lo Stato della California abolì la pena di morte e Manson e la sua setta videro la loro condanna commutata in carcere a vita.

Numero 1 – Gli squartatori di Chicago

Questa setta era composta da pochissimi membri, solamente 4 persone. Ma, nonostante lo scarso numero di componenti, le azioni compiute dal gruppo furono estremamente brutali, sadiche e disumane.

I Chicago rippers, gli squartatori di Chicago, erano un piccolo gruppo religioso di stampo satanista fondato da Robin Gecht.

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L’uomo aveva una mentalità disturbata ed in passato aveva persino collaborato col serial killer John Wayne Gacy.

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Il gruppo alternava la lettura della Bibbia Satanica a terrificanti e violenti omicidi. Le vittime prescelte dagli squartatori erano le donne. I quattro uomini giravano per le strade di Chicago su un furgone e, una volta individuata la vittima, la rapivano e la portavano all’appartamento di Gecht. Li la malcapitata vittima veniva seviziata e sacrificata a Satana. Alle vittime veniva asportato il seno tramite un coltello. Dopo di che, a turno, i membri del gruppo violentavano la ferita aperta ancora sanguinante. Poi si masturbavano sulla carne del seno amputato ed infine lo sminuzzavano in piccoli pezzi e lo mangiavano. Una delle vittime della setta, Beverley Washington, venne seviziata direttamente sul furgone del gruppo. Le vennero amputati i seni e venne gettata in strada ancora viva.

Il gruppo venne finalmente fermato dalla polizia nel 1982 dopo aver torturato ed ucciso circa 18 donne. Attualmente Robin Gecht sta scontando una condanna di 120 anni nel Menard Correctional Center.

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LE 5 TECNICHE DI ESECUZIONE PIU’ BRUTALI DELLA STORIA

Immaginate di ritrovarvi chiusi in una cella. Il tempo scorre lento ma inesorabile, secondo dopo secondo. Nella vostra mente, svuotata da ogni pensiero, trovano posto solamente paura, rabbia e rassegnazione. Questo perchè conoscete il vostro destino. La vostra condanna è la morte. Una situazione già spaventosa di per se, ma ancora più tetra se pensiamo a quante tipologie di esecuzioni, fantasiose e macabre, l’uomo è stato in grado di generare.

In questa classifica vi parlerò delle cinque tecniche di esecuzione più brutali della storia. Cinque modi dolorosi e raccapriccianti per spegnere una vita.

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Numero 5 – LAPIDAZIONE

Una delle condanne a morte più crudeli mai esistite, ed ancora in vigore in alcune parti del mondo, è certamente la lapidazione. Questa tecnica di esecuzione è praticata principalmente nei paesi islamici ed è riservata agli adulteri di entrambi i sessi.

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La vittima viene avvolta in un sudario e seppellita parzialmente. Dopo di che le vengono tirati addosso dei sassi che cominciano a distruggerne la carne e le ossa, fino al sopraggiungere della morte.

Le regole della lapidazione sono agghiaccianti ed assurde. Vengono scelti solo i sassi abbastanza piccoli da causare una morte il più lenta possibile. In oltre le donne vengono interrate fino al petto, gli uomini fino alla vita. Il perchè di questa differenza è assurdo. Secondo la legge se il condannato è in grado di liberarsi guadagna il perdono. E’ inevitabile quindi
notare come per un uomo le possibilità di salvezza siano molto superiori.

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Numero 4 – NECKLACING

Tutti noi conosciamo la pratica del rogo. Una forma di esecuzione applicata, nei tempi passati, per punire coloro che venivano giudicati colpevoli di eresia.

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Oggi riteniamo che questa terribile forma di condanna capitale sia ormai stata superata. Ma in realtà, la pratica del rogo, si è lasciata dietro una tremenda eredità.
In Sud-Africa, nei tempi recenti, la situazione politica è sempre stata molto complicata ed ha portato parecchi atti di violenza negli ultimi 30 anni.

Tra tutte le brutalità che possono scaturire da una situazione polita instabile, come non citare la condanna conosciuta come Necklacing.

Un copertone viene riempieto di benzina ed infilato a forza attorno al busto della vittima, in maniera tale da bloccarne anche le braccia. Dopo di che viene appiccato il fuoco. La morte sopraggiunge dopo circa 20 minuti. Venti minuti nei quali il condannato a morte è costretto a subire ustioni tremende che, poco per volta, ne distruggono il corpo tramutandolo in un ammasso di carne carbonizzata e gomma fusa.

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Una tecnica di tortura estremamente dolorosa. Una condanna a morte disumana che, tristemente, è attuata ancora oggi.

Numero 3 – LA DIVISIONE DEL CORPO

Questo metodo di esecuzione è veramente raccapricciante. Quanto di più doloroso e crudele voi possiate immaginare.

La sega era utilizzata quando si voleva dare una morte lenta alla vittima, ed allo stesso tempo la si voleva privare della sua dignità.

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Il condannato veniva appeso a testa in giù per le caviglie. Le sue mani erano saldamente bloccate affinchè non potesse in alcun modo disturbare il lavoro dei suoi aguzzini. Il loro compito era tanto semplice quanto sadico. Una grossa sega veniva posizionata sull’inguine del condannato che veniva diviso in due nella maniera più lenta possibile. Per quanto possa sembrarci assurdo, la morte sopraggiungeva spesso dopo molto tempo. Infatti, Il posizionamento a testa in giù della vittima non era casuale. Così facendo tutto il sangue scorreva verso il cervello, amplificando la sensazione di dolore e ritardando la morte per dissanguamento.

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Una tortura violentissima, che portava il condannato a trascorrere gli ultimi attimi della sua vita urlando di dolore e pregando i suoi carnefici per una morte più rapida.

Numero 2 – L’ AQUILA DI SANGUE

Uno dei metodi di esecuzione più dolorosi, crudeli e sanguinolenti della storia è stato certamente l’Aquila di Sangue. Una forma di esecuzione leggendaria, tipica delle popolazioni antiche del nord europa. Il condannato veniva spogliato ed immobilizzato su un altare in posizione prona. Il carnefice, armato di un affilato coltello, praticava un’incisione molto profonda lungo la sua schiena.

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Nonostante questo primo passo della tortura fosse già di per se estremamente doloroso, non era che l’inizio. L’aguzzino infilava a forza le mani all’interno dell’incisione praticata e, con violenza, spezzava le costole della vittima e le faceva fuoriuscire della schiena, in modo tale che ricordassero un paio di ali. Dopo di che, sempre con le mani, estraeva i polmoni dell’agonizzante condannato e li posizonava sulle sue spalle.

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La vittima moriva entro poco tempo per soffocamento circondata dal suo stesso sangue, tra i più atroci ed inimmaginabili dolori.

Una tecnica di esecuzione raccapricciante che non si guadagna il primo posto di questa classifica solamente perchè nessuno, ad oggi, è ancora riuscito a stabilire se effettivamente sia stata attuata o se sia solo frutto di leggende e racconti.

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Numero 1 – LO SCUOIAMENTO

La morte per scuoiamento raggiunge l’apice del sadismo umano. Per attuare questo tipo di esecuzione era necessario un boia con molta esperienza.
Infatti, oltre al compito di scuoiare il condannato a morte, premurandosi di tenerlo in vita il più a lungo possibile, doveva anche preservare la pelle della sua vittima in modo da poterla appendere per le vie della città come monito alla popolazione.

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Questa tecnica di esecuzione era molto diffusa in tutto il mondo e le varianti erano molte.
In Cina, per esempio, si toglieva la pelle solamente dal volto della vittima. In Persia, invece, tutto il corpo veniva spellato, portandone la carne viva a vista.
Immaginate il dolore ed il terrore di un condannato allo scuoiamento mentre il suo aguzzino, lentmente e con perizia, gli asportava la pelle, pezzo dopo pezzo.

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Immaginate di vedere parti del vostro corpo che una dopo l’altra vengono posizionate su un tavolo davanti a voi mentre vi tramutate lentamente in una maschera di sangue e carne.

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Normalmente la morte per dissanguamento sopraggiungeva dopo qualche ora, ma se il boia era esperto riusciva a compiere il lavoro senza provocare eccessive perdite di sangue. In questo caso l’agonia era notevolmente prolungata ed era lo shock ad uccidere il condannato.

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I 5 OSPEDALI PIU’ SPAVENTOSI DEL MONDO

Gli ospedali sono luoghi associati da sempre al dolore e alla sofferenza. Se da un lato essi ci permettono di sopravvive§re ad alcune delle patologie più gravi, dall’altro sono i posti dove la gente muore. All’interno di un’ospedale la concentrazione di dolore, fisico e psicologico, è sempre terribilmente elevata.

Ma quali sono gli ospedali più spaventosi del mondo, quelli dove si sono consumate le tragedie più gravi o i fatti più sconvolgenti?

In questo video cercherò di dare una risposta a questa domanda. Vi racconterò gli avvenimenti orribili accaduti nei 5 ospedali più spaventosi del mondo.

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Numero 5 – Ospedale di Pripyat (Ucraina)

L’ospedale di Pripyat guadagna a pieno diritto la quinta posizione di questa classifica. La struttura, oggi abbandonata, oltre ad essere molto lugubre fu anche testimone di una delle tragedie più grandi che l’umanità abbia mai conosciuto.

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Questo luogo lavorava come un normalissimo ospedale, le cui attività scorrevano monotone e tranquille, almeno fino al 26 aprile 1986, il giorno in cui avvenne la terribile ecatombe che tutti conosciamo.

I reattori della centrale nucleare di Chernobyl esplosero.

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Pripyat fu investita dall’urto dell’ esplosione e dall’ondata di radiazioni. Le persone che abitavano nella zona subirono delle ferite terribili. I loro corpi rimasero brutalmente dilaniati, le loro carni vennero tremendamente ustionate dalle radiazioni e dal calore scaturito dai reattori della centrale.

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Il disastro nucleare colpì tutti. Uomini, donne e bambini.

I figli di coloro che furono esposti alle radiazioni nacquero orribilmente deformati.

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Fu proprio l’ospedale di Pripyat ad accogliere le vittime dell’esplosione in un primo momento.

Immaginate la paura ed il dolore straziante delle persone ricoverate in quella struttura. Persone che avevano perso tutto e tutti. Persone il cui corpo, distrutto dall’incidente, procurava dolori agghiaccianti.

E’ innegabile che l’ospedale di Pripyat, a causa della sofferenza che ha visto e del suo attuale stato di abbandono, sia uno degli ospedali più terrificanti del pianeta, situato in una zona ancora oggi pericolosa a causa dell’alto livello di radioattività presente.

 
Numero 4 – Il Waverly Hills Sanatorium (Kentucky – USA)

Tra il 1800 ed il 1900 l’America fu devastata da una grave epidemia mortale conosciuta da molti come “la peste bianca”, ovvero la Tubercolosi.

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Al fine di combattere questo terribile male venne costruito, tra il 1924 ed il 1926, il Waverly Hills Sanatorium. All’interno di questo luogo le persone venivano curate.

Il problema è che all’epoca una cura per la tubercolosi non esisteva e spesso i trattamenti risultavono disumani e molto dolorosi.

I polmoni dei pazienti venivano esposti a luce ultravioletta per contrastare la proliferazione batterica. Siccome si pensava che l’aria fresca fosse salutare per i malati, i letti venivano posizionati di fronte a delle grandi finestre o trasportati direttamente fuori dalla struttura.

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I pazienti venivano tenuti all’aperto e completamente nudi sia d’estate che d’inverno.

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Spesso venivano impiantati dei palloncini protesi all’interno dei polmoni dei pazienti che poi venivano riempiti di aria. Altre volte costole e muscoli del torace venivano asportati per permettere ai polmoni di espandersi maggiormente.

Inutile dire che queste procedure spesso portavano alla morte dei pazienti.

Il Waverly Hills Sanatorium ebbe il suo periodo d’oro durante la fase più drammatica dell’epidemia di tubercolosi ma, quando venne scoperta una cura per la malattia, cadde lentamente in declino.

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In questo ospedale molte persone persero la vita tra atroci sofferenze.

Ma non si trattava solamente di pazienti.

Nel 1928 una caposala fu trovata morta nella camera 502. Si era suicidata impiccandosi ad un lampadario. Quando il cadavere venne rinvenuto si scoprì un particolare raccapricciante.

La donna era incinta.

La depressione che la portò al suicidio fu scatenata proprio dalla gravidanza. Infatti si pensa che il padre del bambino, presumibilmente il direttore del sanatorio, le avesse intimato di abortire, pena il non riconoscimento del figlio. La donna colta dalla disporazione non trovò soluzione diversa dall’impiccagione. Nel 1932 un’altra infermiera si tolse la vita, gettandosi dal tetto di una terrazza. Il motivo di questo gesto rimane un mistero.

A causa dei terribili avvenimenti che si consumarono nella struttura ed ai frequenti avvistamenti paranormali oggi, il Waverly Hills Sanatorium, è considerato uno dei luoghi più infestati degli stati uniti.

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Numero 3 – Ospedale psichiatrico di Gonjiam (Gyeonggi-do Sud corea)

Questo ospedale psichiatrico si guadagna la terza posizione della classifica per due motivi. Il primo è l’aspetto tetro che caratterizza la struttura oggi abbandonata.

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Il secondo è il motivo per il quale l’ospedale venne chiuso.

I pazienti della struttura infatti morivano senza un’apparente ragione. Notte dopo notte i cadaveri venivano ritrovati al ritmo di uno al giorno.

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La leggenda vuole che il proprietario dell’ospedale, presumibilmente pazzo anche lui, trattasse i suoi pazienti come
prigionieri arrivando ad ucciderli per puro sadismo. Ma ciò è improbabile. Infatti le cause della morte dei pazienti erano molto varie. Alcuni morirono per cause naturali, altri per incidenti, altri ancora si suicidarono oppure vennero uccisi dagli altri ospiti della struttura. L’unica cosa che non variava era il ritrovamento dei cadaveri, puntuale ogni notte. A causa della reputazione sinistra del luogo e di problemi economici l’ospedale venne abbandonato per sempre insieme ai misteri che lo accompagnavano.

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Cosa causava quella mortalità così elevata all’interno della struttura? Probabilmente non lo sapremo mai.

 
Numero 2 – Ospedale statale di Topeka (Kansas – USA)

Se al mondo esistono dei luoghi che poco hanno da invidiare all’inferno, uno di questi fu certamente l’Ospedale statale di Topeka.

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In questo luogo, famoso per le sterilizzazioni forzate che venivano operate su criminali e malati di mente, la brutalità ed il sadismo erano legge. I pazienti che alzavano la voce o osavano mettere in dubbio le autorità dell’ospedale venivano legati a delle sedie per giorni interi. A volte rimanevano immobilizzati anche per mesi.

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I nodi erano talmente stretti da causare cancrene ed infezioni agli arti. Un caso famoso fu quello di un paziente la cui pelle lacerata cominciò a crescere sopra alle corde che lo tenevano immobilizzato ormai da mesi.

I malati venivano completamente isolati dal mondo. Erano costretti a stare all’interno delle loro camere 24 ore su 24 7 giorni su 7, ed obbligati a rimanere in silenzio. Ai pazienti non era concesso di fare nulla, non gli era permesso alcuno svago. I contatti con gli altri residenti della struttura erano il più possibile limitati.

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Una vita fatta di terrore e soprusi, che spesso culminavano con la morte.

Questa situazione, iniziata nel 1872 con l’apertura dell’ospedale durò fino agli anni 40, quando le riforme inerenti al trattamento etico dei pazienti vennero applicate anche in questa struttura.
Medici, infermieri ed aiutanti…tutti commisero abusi.

L’ Ospedale statale di Topeka un luogo dove si poteva sperimentare l’inferno in terra.

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Numero 1 – Ospedale statale di Trenton (New Jersey – USA)
Questo ospedale, nei primi anni del 900, era adibito alla cura delle malattie mentali. Sembrava una struttura modello, estremamente avanzata e rispettosa dei diritti umani.

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In realtà, dietro a questa facciata di modernità, si nascondeva una verità terribile. I pazienti della struttura erano utilizzate come cavie per la sperimentazione medica.
Il dottor Henry Cotton era il medico direttore dell’ospedale. Era convinto che tutte le patologie mentali fossero causate da infezioni presenti all’interno dell’ organismo. La sua soluzione al problema era tanto semplice quanto brutale. L’unico modo per curare la follia era asportare chirurgicamente le parti del corpo considerate infette.

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Questa teoria era errata, ma nonostante ciò le sperimentazioni di Cotton furono numerosissime.

A molte persone vennero strappati i denti. Agli uomini venivano asportati i testicoli e la vescica, alle donne ll’utero e le ovaie. Il tasso di mortalità di questi interventi era del 45%.

La paura dilagava tra gli ospiti della struttura, terrorizzati dalla possibilità di finire sotto ai ferri di Cotton, cosa che spesso accadeva contro la loro volontà.

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In fondo erano i primi anni del 900 ed i malati mentali non avevano alcun diritto.

L’ospedale di Trenton, nonostante fosso uno dei più tecnologicamente avanzati, si era tramutato in un vero e proprio incubo, pieno com’era di pazienti mutilati ed incapaci di comunicare correttamente e di alimentarsi in autonomia.

Tutto ciò accadeva mentre fuori dalle mura dell’ospedale Cotton era considerato un luminare della scienza medica.

Le sperimentazioni proseguirono fino al 1930, anno in cui il dottore andò in pensione.

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A causa delle sperimentazioni brutali, dell’elevatissimo tasso di mortalità dei pazienti e del terrore che aleggiava nella struttura non esito a definire l’ Ospedale statale di Trenton l’ospedale più terrificante del mondo.

 

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I 5 bambini assassini peggiori della storia – Video

Nuova classifica inquietante.
Questo video spaventoso nasce da una domanda che mi sono posto. Cos’è la perdita dell’innocenza? Quando un bambino smette di essere considerato tale a causa dei gesti che compie? Da qui nasce questo video.
Oggi si parla di un’argomento molto triste e delicato. I 5 bambini assassini peggiori della storia. 5 storie assurde, che scioccano per la perdita dell’innocenza dei protagonisti.
Questo video contiene delle storie molto disturbanti, che potrebbero non essere adatte a tutti. Io vi ho avvertito.
D. Thecnocaos, mistero e paranormale alla portata di tutti.

 

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