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I 5 VIDEO PIU’ IMPRESSIONANTI DEL WEB (Vol. 2)

Internet è un oceano profondo. Uno strumento utilissimo, che è in grado di informarci, divertirci, incuriosirci e, a volte, spaventarci o quantomeno inquietarci. Una finestra sul mondo in grado di mostrarci tutto ciò che accade al suo interno, anche nei suoi aspetti più tristi ed impressionanti.

Nel mio articolo intitolato “I 5 video più impressionanti del web” vi parlai di alcuni dei filmati più impressionanti e destabilizzanti che si possono trovare in rete. Oggi vi parlerò di altri cinque filmati. Cinque video in grado di porci di fronte alla morte, alla follia ed alla disperazione.

ATTENZIONE – Sconsiglio la visione dei filmati ai più sensibili, in quanto contengono immagini e situazioni molto forti.

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Numero 5 – Ragazzo si tuffa e si rompe la testa

Questo video è presente su internet da moltissimo tempo. Un filmato amatoriale estremamente violento, non per le azioni che vengono commesse, ma per le conseguenze terrificanti di un gesto tanto impulsivo quanto stupido.

In una spiaggia, in Libano, alcuni ragazzi si trovano sul bordo di un bassa scogliera e, a turno, si tuffano in acqua. Uno dei ragazzi scivola poco prima del salto e colpisce di testa una piccola piattaforma di cemento utilizzata dai pescatori del luogo. In breve tempo l’acqua cambia colore, divenendo rossa a causa del sangue. Il corpo inerme del ragazzo galleggia a pancia in giù nel mare.

Il filmato subisce un taglio, e ci ritroviamo in un ospedale. Medici ed infermieri si stanno affannando attorno al ragazzo. Le sue condizioni sono spaventose. Il volto del giovane è stato completamente divelto. Diviso verticalmente in due metà. Una ferita allucinante.

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Il giovane è ancora vivo e cosciente mentre i dottori fanno di tutto per tentare di medicare, per quanto possibile, quella tremenda ferita.

Esistono molte controversie relative alla veridicità di questo video in rete. Alcuni affermano che sia un falso. Altri ne difendono l’autenticità. Altri ancora pensano che si tratti di un montaggio composto da due video differenti. Per quanto mi riguarda, vero o no, questo filmato è un perfetto deterrente per tutti coloro che abbiano in mente di compiere dei gesti poco intelligenti e molto pericolosi.

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Numero 4 – Il suicidio di Budd Dwyer

Budd Dwyer fu’ un politico statunitense che cadde in disgrazia in seguito ad un grande scandalo nel quale fu coinvolto. Accusato di corruzione, frode ed associazione a delinquere rischiava una condanna fino a 55 anni di carcere, oltre ad una salatissima multa da trecentomila dollari.

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Lo scandalo aveva avuto una grande risonanza. La carriera e la reputazione che Budd era riuscito a costruirsi nel corso di una vita di politica gli si erano letteralmente sgretolate tra le mani nel giro di pochi giorni.

Dwyer, nonostante le accuse, continuava a giurare di essere innocente, completamente estraneo allo scandalo. Ma questo non servì.

Fu in quel momento, quando l’uomo si rese conto che non vi era alcuna via d’uscita da quella situazione, che decise di indire una conferenza stampa. Tutti i mezzi di comunicazione furono interessati da questa conferenza. La stanza era gremita di giornalisti pronti a fare le loro domande a Dwyer, circondato dai suoi compagni politici. Budd iniziò
a fare il suo discorso. Un breve ringraziamento a Dio per la fortuna che aveva avuto nella sua vita. Un paio di frasi per ribadire la sua innocenza e la sua impotenza di fronte al sistema giudiziario a americano, ed in infine un breve addio alla sua famiglia. Dopo di che l’uomo estrasse una revolver e disse “Per favore, lasciate la stanza se questo vi può turbare”. E poi…successe.

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Numero 3 – Vijayan Mash

In questa posizione della classifica troviamo un altro video estremamente famoso. Un video che, ai tempi in cui venne reso pubblico, impressionò l’intera comunità del web.

Vijayan Mash era uno scrittore ed accademico indiano. Un uomo estremamente intelligente ed ammirato nel suo paese.

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Il 3 ottobre del 2007 l’uomo stava tenendo una conferenza stampa nella quale esprimeva il suo parere riguardo ad uno scandalo politico che coinvolgeva il presidente indiano. Le domande dei giornalisti si susseguivano a ritmo serrato e Vijiyan stava rispondendo col suo tipico tono pacifico ed educato a tutte le domande. Tutto sembrava
procedere normalmente, e nessuno immaginava ciò che di li a pochi secondi sarebbe accaduto. Un attacco cardiaco stroncò la vita dell’uomo proprio li, di fronte ai giornalisti ed alle telecamere. Una vita che lentamente si spegne davanti a migliaia di occhi. Un’immagine estremamente forte ed impressionante.

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Uno dei pochi video che, secondo me, è in grado di porci brutalmente di fronte alla morte nuda e cruda. Senza sangue, senza violenza…semplicemente la fine di una vita.

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Numero 2 – Kalpesh Suthar

Morire arsi vivi è probabilmente una delle morti più dolorose che esistono. La pelle che rapidamente si consuma divorata dalle fiamme. I liquidi corporei che cominciano a bollire per il calore. La carne che si fonde ai vestiti in un orrendo ammasso sanguinolento. Una morte raccapricciante, che però non fece desistere dal suo intento il giovane protagonista di questo impressionante video. Kalpesh Suthar era un ragazzo indiano di 29 anni, che scelse l’immolazione come metodo di suicidio. Era un carpentiere che fu’ fermato dalla polizia a causa di una lite violenta avuta con la sua matrigna. Il ragazzo rimase per pochi giorni in cella, ma gli abusi che subì dalla polizia lo segnarono profondamente, spingendolo ad un gesto estremo per portare una luce una realtà purtroppo largamente diffusa nel suo paese.

Kalpesh decise di darsi fuoco davanti alla stazione di polizia all’interno della quale era stato rinchiuso.

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Ma su questa vicenda, già di per se molto drammatica ed impressionante, si apre una nuova voragine di orrore. Si scoprì infatti che furono due giornalisti locali a convincere il ragazzo a scegliere l’immolazione come metodo di protesta. Lo convinsero a cospargersi di cherosene e darsi fuoco davanti alla stazione di polizia per richiamare l’attenzione dei media.

Promisero anche che, dopo averlo filmato per alcuni secondi, lo avrebbero aiutato a spegnere le fiamme. Purtroppo però, la seconda parte della loro promessa, non venne mantenuta. I giornalisti si limitarono a filmare il ragazzo fino al momento della sua morte. Grida orribili di dolore accompagnano il video per interminabili secondi. Secondi intrisi di dolore, paura e disperazione.

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Numero 1 – 1 lunatic 1 ice pick

Pochi filmati possono essere paragonati per brutalità, violenza e follia al video conosciuto dal popolo del web come 1 lunatic 1 ice pick.

Questo filmato, degno dei recessi più profondi del deep web, è tanto rivoltante quanto facilmente reperibile.

Luka Magnotta era un pornoattore omosessuale canadese dal passato burrascoso e afflitto da diversi problemi mentali molto gravi.

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Un giorno di maggio del 2012 la sua follia si sprigionò in tutta la sua potenza. Luka, dopo avergli somministrato una massiccia dose di droghe, seviziò ed uccise Lin Jun uno studente universitario in trasferta in Canada. Secondo alcune voci il giovane asiatico era l’amante di Magnotta.

Dopo aver smembrato il cadavere ed inviato alcune parti del corpo alla sede del partito conservatore canadese Luka si dette alla fuga, per poi essere arrestato e condannato all’ergastolo.

La vicenda più impressionante di questa storia è che l’efferatezza del delitto venne immortalata in un filmato
che, caricato dallo stesso Luka su internet, comparve per la prima volta sul sito Bestgore.com nel maggio del 2012.
Nel filmato possiamo vedere Lin completamente nudo legato ad un letto ed incappucciato. Il terrore del giovane è palpabile mentre Luka gli si avvicina stringendo tra le mani un rompighiaccio ed un coltello da cucina. Da questo momento il video diviene sempre più impressionante e sanguinoso. Un vortice discendente  nella follia e nella malvagità pura.

La gola del ragazzo viene tagliata, il coltello affonda nelle sue carni fino a tranciarne la testa. Dopo di che Magnotta inizia  a seviziarne il corpo facendolo a pezzi. Incide profonde ferite sul corpo del ragazzo. Ne amputa le braccia e le gambe. Aiutandosi col coltello da cucina inizia a tagliare brandelli di carne dai resti smembrati di Lin e li dà da mangiare al suo gatto. Successivamente comincia a compiere disgustosi atti necrofili col cadavere, ormai ridotto ad un torso insanguinato. I resti di Lin verranno rinvenuti pochi giorni dopo in una valigia abbandonata tra i rifiuti in un vicolo di Montreal.

Un video orrendo e profondamente deviato, la rappresentazione visiva della follia umana nella sua forma più sadica e raccapricciante.

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DIVORATO DALLE RADIAZIONI – La terribile storia di Hiroshi Ouchi

Alle volte l’orrore che può colpire una persona è in grado di andare oltre ogni immaginazione. Esistono degli eventi che possono causare un dolore fisico terribile. Lo abbiamo visto parlando di metodi di esecuzione e torture. Lo abbiamo visto parlando di serial killer spietati e di esperimenti disumani.  Ma cosa accade quando è una forza superiore, un energia potente ed inarrestabile, a divenire torturatore e killer di una persona? Cosa accade quando l’energia nucleare si ribella all’uomo portandolo alla più completa e dolorosa distruzione fisica?

Il nucleare è indubbiamente una fonte di energia molto vantaggiosa. I costi di produzione e distribuzione sono relativamente bassi e il suo impatto ambientale, se non avvengono incidenti e si fa una corretta manutenzione, è minimo. Il nucleare permette una maggiore indipendenza energetica e, conseguentemente, economica. Ma dietro ai suoi grandi vantaggi, il nucleare porta con se delle conseguenze orribili laddove avvengano incidenti. Ci basta pensare agli incidenti di Chernobyl o di Fukushima per avere un quadro completo dell’orrore che può scaturire da questi incidenti.

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Ettari ed ettari di territorio che divengono invivibili a causa delle radiazioni…centinaia di morti tremende. Malattie genetiche e deformità strazianti ed insopportabili. Ma, dovendo scegliere un caso veramente significativo
di ciò che le radiazioni possono causare ad un uomo, il terribile incidente di Hiroshi Ouchi, è quanto di più brutalmente esemplificativo possa esistere.

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Hiroshi Ouchi era un operaio trentacinquenne impiegato in una piccola fabbrica di combustibile nucleare situata nei pressi di Tokaimura, un villaggio a circa 130 chilometri da Tokio.

Tokai No. 2 Power Station is seen in Tokaimura, 70 miles (110 kilometers) northeast of Tokyo, Friday, Oct. 10, 2008.  Smoke was detected earlier in the day at the Japanese nuclear power complex that suffered a major accident a decade ago, but the operator said there was no release of radioactivity. The smoke was found at a solid waste facility at the Tokaimura plant  in a room where metal waste is burned, said Masataka Sekine, a spokesman for operator Japan Atomic Power Co. (AP Photo/Kyodo News) ** JAPAN OUT, MANDATORY CREDIT, FOR COMMERCIAL USE ONLY IN NORTH AMERICA **

Hiroshi non avrebbe mai potuto immaginare che il 30 settembre del 1999 la sua vita, per come la conosceva, sarebbe cambiata per sempre. Tramutata in un terrificante incubo ad occhi aperti. Un incubo talmente orrendo e surreale che difficilmente possiamo immaginarlo.

Quel giorno Hiroshi, insieme ad altri due operai, fu esposto ad un quantitativo di radiazioni incredibilmente alto. Un errore umano nella miscelazione di uranio ed acido nitrico all’interno di un serbatoio causò una reazione nucleare
fortissima. Dal serbatoio scaturì una grande quantità di raggi gamma che investì gli operai. Il più vicino alla fonte delle radiazioni fu proprio Hiroshi.

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In un primo momento gli operai riuscirono a fuggire in una zona più sicura e, dopo aver chiamato i soccorsi furono portati in ospedale. Uno di loro morì dopo qualche mese di cure intensive in ospedale, l’altro riuscì miracolosamente a sopravvivere. Ma è proprio su Hiroshi che intendo concentrarmi. L’operaio che assorbì il maggior numero di radiazioni andò incontro ad un orrendo destino.

Appena giunto in ospedale Hiroshi sembrava stare abbastanza bene. Era in grado di comunicare con i medici e di muoversi normalmente, nonostante il malessere generale che cominciava ad accusare in tutto il corpo. Ma, ben presto, la stuazione degenerò. L’uomo cominciò a perdere grandi porzioni di pelle, che si staccavano e cadevano
a terra come strisce di carta strappata. Hiroshi fu messo in coma farmacologico per evitargli l’orribile dolore causato dalla lenta ed inesorabile degenerazione cellulare che era appena iniziata. I raggi gamma avevano quasi completamente distrutto il corredo cromosomico dell’uomo. La pelle rimasta attaccata al corpo iniziò a cambiare
colore, divenendo sempre più scura. In breve tempo Hiroshi divenne irriconoscibile.

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Una massa di carne sanguinolenta che ogni giorno spurgava più di venti litri di fluidi corporei. Un grottesco monito di ciò che un errore umano può causare quando si maneggiano sostanze pericolose come l’uranio.

I dolori sarebbero stati terrificanti, insopportabili oltre ogni immaginazione, se Hiroshi non fosse rimasto sedato per tutto il tempo che sopravvisse all’incidente.

E qui c’è uno degli elementi più incredibili e surreali dell’intera vicenda. L’uomo rimase in questo stato, ancora in vita, per circa tre mesi.

In Giappone la legge impone che i medici facciano di tutto per tentare di salvare la vita ad un paziente, tentando ogni possibile cura fino al sopraggiungere della morte. Vennero tentate delle trasfusioni massicce di sangue, innesti cutanei su tutto il corpo e trapianti di cellule staminali…ma fu tutto vano.

Una situazione surreale.

I medici sapevano perfettamente che Hiroshi non sarebbe potuto sopravvivere. La sua condizione clinica era terribile e, anche se fosse sopravvissuto, non avrebbe mai potuto essere risvegliato dal coma farmacologico,  tanto meno lasciare l’ospedale. Vennero persino mosse delle accuse ai medici, tacciati di aver prolungato oltremodo la vita dello sfortunato operaio. In fondo una condizione clinica simile non era mai stata vista e le possibilità di poter sperimentare su dei pazienti colpiti in modo così grave dalle radiazioni erano molto rare.

Ad oggi, il triste ed inquietante caso dell’incidente di Hiroshi Ouchi è considerato uno degli incidenti più gravi nel campo del nucleare. Testimonianza di ciò che può accadere quando vengono commessi degli errori in questo campo. Un esempio di quanto la vita, e la morte, a volte possano essere più crudeli di qualunque macabra fantasia.

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L’INCIDENTE DI CHICHI-JIMA

Il Giappone è stato, senza ombra di dubbio, uno dei luoghi dove si sono consumati alcuni degli atti più atroci della Seconda Guerra Mondiale. Nelle isole di questo arcipelago i combattimenti tra l’esercito nipponico e quello americano hanno raggiunto dei picchi di violenza altissimi, causando una quantità enorme di morti sia tra i militari che tra i civili. In questi luoghi gli orrori messi in atto da entrambi gli schieramenti furono molti ed estremamente violenti e brutali. Basti pensare alle atrocità compiute dall’Unità 731, lo squadrone della morte giapponese impegnato in terrificanti esperimenti sui prigionieri cinesi, oppure alle bombe atomiche americane che distrussero le città di Hiroshima e Nagasaki, ponendo fine al conflitto e causando centinaia di migliaia di vittime.

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Però, tra le isole del Giappone, sono avvenuti anche altri atti raccapriccianti, atti che forse sono meno conosciuti e che hanno coinvolto molte meno persone, ma che certamente non possono essere battuti in quanto a brutalità e follia. A volte la guerra è in grado di far uscire il lato più oscuro e malato delle persone e l’ inquietante avvenimento conosciuto come l’Incidente di Chichi-Jima ne è un esempio tanto reale quanto scioccante.

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Giappone, 1944. Gli scontri tra americani e giapponesi erano al loro apice. Migliaia di soldati si affrontavano nei mari e sulle boscose isole dell’arcipelago. Alcuni dei più brutali combattimenti della Seconda Guerra Mondiale si stavano consumando in tutta la loro violenza. Ogni giorno centinaia di ragazzi morivano a causa dei proiettili e delle bombe nemiche.

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In questo scenario agghiacciante un’aereo militare americano venne abbattuto dalla contraerea giapponese mentre sorvolava le acque nei pressi dell’isola di Chichi-Jima.

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L’impatto con il mare fu tremendo, ma nove soldati riuscirono a salvarsi la vita, almeno per il momento. Uno di loro, un ragazzo di nome George Bush, venne salvato dal sottomarino USS Finback. Lo stesso George Bush che poi diverrà il quarantunesimo presidente degli Stati Uniti d’America.

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Per gli altri otto ragazzi, invece, la sorte fu ben più tragica. Vennero catturati dai soldati giapponesi, e dopo essere stati torturati per diversi giorni vennero finalmente uccisi. Un avvenimento molto triste e violento ma, d’altro canto, questa era la quotidiana normalità in un conflitto come quello che si stava consumando in Giappone.
Ma, furono i metodi di tortura e le motivazioni delle esecuzioni a rendere le cose veramente oscure ed inquietanti,
stendendo un velo di follia e sadismo sull’isola di Chichi-Jima.

In una base giapponese dell’isola, si stava consumando un banchetto organizzato dal generale Yoshio Tachibana in
onore dei suoi colleghi della marina militare.

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Il banchetto stava andando molto bene, talmente bene che presto le vivande si esaurirono. E fu’ in questo momento,
in un impeto di follia, che il generale Tachibana diede un ordine tanto strano quanto spaventoso. Ordinò ad un dei suoi sottoposti di recarsi ad una tomba il più recente possibile e di prelevare dal cadavere della carne. In particolare era interessato al fegato. Il sottoposto, senza battere ciglio, si recò alle tomba di uno dei militari appena catturati, morto da poche ore, e ne prelevò la carne come ordinato dal suo superiore. Il banchetto così potè proseguire.
Gli invitati si stupirono molto di quanto fosse gustosa e prelibata la carne che gli era stata appena servita.

Iniziarono ad essere messe in atto una serie di esecuzioni ai danni dei prigionieri di guerra presenti sull’isola, con il solo scopo di prelevarne la carne per consumarla durante i pasti. Ma, incredibilmente, queste esecuzioni non furono la cosa peggiore che venne messa in atto da quei soldati.

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Infatti, se dei prigionieri di guerra vennero giustiziati immediatamente, altri non furono così fortunati.
Alcuni di loro vennero mutilati ancora vivi e la loro carne venne consumata sul momento. Le loro membra vennero squarciata dai coltelli degli affamati soldati giapponesi, i loro arti furono amputati, cucinati e consumati davanti ai loro occhi. Era importante mantenere i prigionieri superstiti in vita il più a lungo possibile poichè il clima dell’isola era molto caldo ed umido, e non vi era la possibilità di conservare efficacemente la carne che finiva presto per decomporsi. Questa orrenda situazione andò avanti per diversi giorni, tra esecuzioni, mutilazioni e pasti a base di carne umana.

Non sappiamo perchè al generale Tachibana venne la spaventosa idea di nutrirsi con la carne dei prigionieri americani. Certo, durante il conflitto il cibo tra i soldati scarseggiava. La fame era uno dei problemi più gravi ma, a mio parere, non sufficiente a giustificare uno degli atti più scioccanti avvenuti nel’arcipelago giapponese. La guerra finì, come ben sappiamo, a causa delle bombe atomiche di Iroshima e Nagasaki, ed iniziarono una serie di investigazioni sui crimini di guerra commessi in quei luoghi. Trenta soldati giapponesi, tra cui il generale Yoshio Tachibana, vennero arrestati e condannati a morte per impiccagione.

Ad oggi, l’incidente di Chichi-Jima è stato quasi dimenticato, e se ne parla veramente poco, ma secondo me è un esempio lampante di tutto ciò di brutale e deviato, che una guerra può portare con se.

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LE 5 SETTE PIU’ DEVIATE DELLA STORIA

In passato abbiamo già parlato di sette religiose che hanno compiuto atti estremi in nome della loro fede deviata. Un esempio su tutti fu la setta, guidata dall’autoproclamato reverendo Jim Jones, il Tempio del popolo. Una setta che arrivò ad una tragica fine, commettendo uno dei suicidi di massa più famosi e drammatici della storia. Il tempio del popolo non fu però l’unica setta a compiere un atto così estremo. Molti altri culti sono nati e finiti nel sangue. In questa classifica vi dirò quali sono queste sette. Suicidi di massa, orribili crimini, omicidi e cannibalismo. Queste sono solo alcuni dei deviati atti compiuti dalle 5 sette più deviate della storia.

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Numero 5 – L’ordine del tempio solare

Fondato da Joseph Di Mambro e Luc Jouret, l’ordine del tempio solare, era un culto che voleva raccogliere l’eredità dei cavalieri templari di epoca medioevale. Operava principalmente negli Stati Uniti, nel Canada ed in Europa, e divenne ben presto una delle sette più potenti mai esistite.

Questo ordine divenne particolarmente conosciuto, però, non tanto per le sue idee, quanto per i crimini che seppe mettere in atto nel corso degli anni, tra cui omicidi e detenzione illegale di armi da fuoco. Nel 1994 il culto ottenne una grande fama negativa a causa di un fatto orribile che si consumò all’interno delle sue cerchia. Un neonato di pochi mesi venne brutalente assassinato dai membri della setta, convinti che in lui risiedesse l’anticristo. Il culto cominciò ad essere sottoposto a diverse indagini giudiziarie. La polizia si faceva sempre più pressante e, per i cultisti la soluzione era una sola.

Decine di membri della setta cominciarono a suicidarsi in tutto il mondo. Vennero rinvenuti molti corpi carbonizzati, altri crivellati di colpi di pistola. Molti si suicidarono soffocandosi o ingerendo del veleno.

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In totale le vittime furono 74, tra cui diversi membri altolocati della società. Nonostante tutto oggi, il culto, anche se con molti meno adepti e potere, esiste ancora.

Numero 4 – Heaven’s Gate

La setta conosciuta come Heaven’s Gate, tradotto “Cancello del Paradiso”, venne fondata negli anni 70 da Marshall Applewhite e Bonnie Nettles.

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Nella sede del culto, a San Diego, si respirava un aria di attesa. Tutti i membri della setta erano stati convinti da Applewithe che, rimanendo fedeli ai rigidi e disumanizzanti precetti dettati dall’ uomo, avrebbero meritato una nuova vita in un mondo idilliaco. Ma come potevano dei semplici uomini riuscire a raggiungere il nuovo mondo tanto sognato?

Secondo Applewhite l’unico modo per ottenere la salvezza era quello di commettere un suicidio di massa il giorno in cui la cometa di Hal-Bop fosse stata visibile dalla terra. La cometa avrebbe portato con se una nave spaziale, che avrebbe raccolto tutte le loro anime, trasportandole verso il nuovo mondo. Il 26 marzo 1997, in una villa del quartiere di Rancho Santa Fe, nei pressi di San Diego, la polizia rinvenne i cadaveri di 39 persone, 21 donne e 18 uomini.

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Erano tutti vestiti allo stesso modo, a volte coperti da un sudario viola. La morte era stata causata dall’ingerimento di un miscuglio di droghe ed alcool, seguito dal soffocamento con sacchetti di plastica avvolti in torno alla testa.

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Numero 3 – Aum Shinrikio

La setta chiamata Aum Shinrikyo, tradotto come Verità suprema, fu fondata in Giappone nel 1987 dal carismatico ed intelligente Shoko Asahara.

This undated file photo shows Shoko Asahara, guru of the doomsday cult Aum Supreme Truth. Japan's creaking justice system is finally catching up with the cult who spread Sarin gas in the Tokyo subway system in 1995,  but Asahara is expected to be the last to face justice and may escape a final sentence for more than a decade, legal analysts say.   AFP PHOTO

La setta inizialmente mantenne un basso profilo, predicando la ricerca dell’illuminazione e lo yoga come cura fisica e spirituale. Il culto riuscì ad ottenere lo status di chiesa riconosciuta in Giappone. Però, ben presto, ci si rese conto che l’organizzazione agiva occultamente tramite azioni brutali. I suoi metodi eano paragonabili a quelli della Yakuza, la mafia giapponese. I membri del culto venivano obbligati ad effettuare donazioni, e chiunque minacciasse di denunciare le azioni criminose della setta veniva impietosamente assassinato. La polizia iniziò a compiere delle indagini su questo culto. La reazione di Shoko Asahara nonn fi fece attendere.

Nel 1995 l’uomo commissionò un attentato terroristico. Del gas velenoso venne rilasciato nella metropolitana della città di Tokyo. il risultato, 12 morti e centinaia di feriti.

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A seguito dell’attentato la polizia arrestò numerosi membri della setta, tra cui Shoko. Ciò che venne trovato nella sede del culto è veramente inquietante.

Il gruppo possedeva una grande quantità di armi biologiche, sufficenti a compiere un vero e proprio sterminio. Vennero rinvenuti gas nervino, antrace e numerose armi da guerra tra cui addirittura un elicottero da combattimento russo. Shoko venne condannato al carcere a vita. L’ Aum Shirikyo, anche se con numerosi cambiamenti sia ideologici che nei metodi applicati, esiste ancora oggi.

Numero 2 – La famiglia

In questa posizione della classifica troviamo una delle sette, ed uno dei leader, più famosi del mondo. Talmente famosi da aver pesantemente influenzato la cultura pop a partire dagli anni 70. Stiamo parlando della setta chiamata “La famiglia”, guidata dal carismatico e terrificante Charles Manson.

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Coloro che ebbero dei contatti con lui lo descrissero come Dio e Lucifero nella medesima persona. Manson riuscì, grazie al suo innato carisma, a raccogliere attorno a se un cospicuo gruppo di adepti, affascinati dalla sua abilità oratoria e dal suo forte carattere.

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Predicava l’odio per la chiesa e per le persone di colore, alternando le rapine necessarie al mantenimento del suo culto ed il consumo di hashish ed LSD. I suoi adepti erano totalmente affascinati da lui, pronti a compiere qualunque azione per compiacerlo. La setta si rese responsabile di numerosi omicidi. La prima vittima fu il musicista Gary Hynman. Subito dopo venne ordinato uno dei massacri più conosciuti della storia. In una villa di Cielo Drive, a Los Angeles, venne uccisa Sharon Tate, attrice e moglie del regista Roman Polanski, insieme ad altre persone che si trovavano li quel giorno.

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La donna era incinta, all’ottavo mese, quando venne massacrata con un coltello. Tutte le vittime vennero uccise con coltellate e violenti colpi di forchetta. I muri vennero imbrattati con diverse scritte fatte col sangue, come Healter Skelter e Death to Pigs.

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L’ultima vittima della setta fu un ex membro colpevole di aver lasciato la famiglia e di essersi sposato con una donna di colore. Venne brutalmente assassinato ed il suo cadavere fu seviziato e fatto a pezzi.

Tutti i componenti della setta vennero incarcerati e condannati a morte, ma nel 1972 lo Stato della California abolì la pena di morte e Manson e la sua setta videro la loro condanna commutata in carcere a vita.

Numero 1 – Gli squartatori di Chicago

Questa setta era composta da pochissimi membri, solamente 4 persone. Ma, nonostante lo scarso numero di componenti, le azioni compiute dal gruppo furono estremamente brutali, sadiche e disumane.

I Chicago rippers, gli squartatori di Chicago, erano un piccolo gruppo religioso di stampo satanista fondato da Robin Gecht.

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L’uomo aveva una mentalità disturbata ed in passato aveva persino collaborato col serial killer John Wayne Gacy.

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Il gruppo alternava la lettura della Bibbia Satanica a terrificanti e violenti omicidi. Le vittime prescelte dagli squartatori erano le donne. I quattro uomini giravano per le strade di Chicago su un furgone e, una volta individuata la vittima, la rapivano e la portavano all’appartamento di Gecht. Li la malcapitata vittima veniva seviziata e sacrificata a Satana. Alle vittime veniva asportato il seno tramite un coltello. Dopo di che, a turno, i membri del gruppo violentavano la ferita aperta ancora sanguinante. Poi si masturbavano sulla carne del seno amputato ed infine lo sminuzzavano in piccoli pezzi e lo mangiavano. Una delle vittime della setta, Beverley Washington, venne seviziata direttamente sul furgone del gruppo. Le vennero amputati i seni e venne gettata in strada ancora viva.

Il gruppo venne finalmente fermato dalla polizia nel 1982 dopo aver torturato ed ucciso circa 18 donne. Attualmente Robin Gecht sta scontando una condanna di 120 anni nel Menard Correctional Center.

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