BAMBOLE UMANE – Una storia di follia

Ancora una volta ci ritroviamo a parlare degli abissi della follia umana. Non è una cosa nuova. Abbiamo parlato di Serial Killer, istituzioni violente e brutali, maltrattamenti, mostri, quelli veri, quelli che uccidono e compiono atti disumani. Ma non sempre la follia deve manifestarsi con azioni violente. Spesso i recessi più oscuri della mente umana sono silenziosi, passano inosservati, ma non per questo sono meno bizzarri e, soprattutto, inquietanti. Quest’oggi vi racconterò la storia di un uomo, un’uomo ossessionato dalla morte. Un uomo che, seppur considerato un genio da tutti coloro che lo conoscevano, ha dimostrato di aver toccato uno dei picchi più alti della follia, dimostrandoci ancora una volta che l’essere umano sarà sempre capace di sorprenderci per i suoi atti deviati.

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Questa storia inizia con il brutale omicidio di una bambina.

Russia, 2002. Olga Chardymova era una bambina di 10 anni che, come una moderna cappuccetto rosso, andò
incontro ad un destino tetro. Però, a differenza della favola, non fu così fortunata da avere un lieto fine.

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La bambina, approfittando dell’assenza dei genitori, decise di recarsi a far visita alla nonna. Seppur fosse la prima volta che usciva da sola, si sentiva abbastanza sicura e per nulla in pericolo. In fondo la nonna abitava solamente ad un isolato di distanza. Olga non avrebbe mai immaginato che un tossico dipendente, con l’intento di derubarla dei suoi orecchini, avrebbe posto violentemente fine alla sua vita con l’ausilio di una spranga di ferro. Un destino straziante che rovinò per sempre la vita dei suoi genitori.
Ma l’incubo, per i due coniugi, era appena iniziato. Poco dopo aver seppellito la bambina una serie di misteriose lettere anonime cominciò ad apparire sulla tomba di Olga. Il loro contenuto era tanto bizzarro quanto morboso. Nelle lettere si facevano gli auguri alla piccola deceduta per il suo compleanno o per il primo giorno di scuola. Oppure si facevano domande ed auguri relativi al suo futuro scolastico. Quello che, inizialmente, sembrava uno scherzo di pessimo gusto…ben presto divenne orrore.
Iniziarono le minacce. “Se non erigerete un monumento degno della bambina il suo cadavere sarà disseppellito”. Questa ed altre inquietanti minacce cominciarono ad apparire sulle lettere anonime. Una situazione raccapricciante per dei genitori che considerano la tomba della propria figlia come il luogo più sacro al mondo. La situazione rimase la stessa per molti anni. Solamente nel 2011 qualcosa si mosse. La polizia contatto la famiglia di Olga affermando che un’ uomo, Anatoly Moskvin, era stato arrestato.

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Egli era considerato dalle forze dell’ordine l’autore di quelle macabre lettere. Si ritenne necessario riesumare il corpo della bambina. Ciò che tutti temevano si palesò all’apertura della piccola bara. Il corpo di Olga era sparito. La polizia, purtroppo, sapeva perfettamente dove si trovava.

Provate ad immaginare l’orrore e lo sgomento dei poliziotti che fecero irruzione nel lussuoso appartamento di Anatoly Moskvin a Nizhny Novgorod, mentre davanti ai loro occhi si presentava lo spettacolo più agghiacciante che avrebbero mai visto nella loro carriera.

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L’intero appartamento era disseminato di corpi di bambine di età compresa tra i 3 ed i 12 anni. Erano tutte morte da diverso tempo e semi mummificate. I piccoli cadaveri erano stati agghindati con abitini da festa e grottesche maschere, in maniera tale da nasconderne l’avanzato stadio di decomposizione. Uno di loro era stato addirittura camuffato da orsetto di peluches.

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Le bambine si trovano ordinatamente sedute sul divano, oppure posizionate su delle sedie attorno al tavolo, a simulare un’inquietante festa di compleanno. Delle macabre bambole umane che offrivano uno spettacolo
tanto spaventoso quanto triste. I corpi erano 28, tutti vestiti ed agghindati a festa. Ma chi era l’autore di questo scempio? Chi era Anatoly Moskvin?

L’uomo era uno storico russo estremamente qualificato in grado di parlare addirittura 13 lingue. A detta di amici e parenti si trattava di un vero e proprio genio. Quello che nessuno sospettava era che la sua mente geniale era stata corrotta dal seme della follia. Un seme che aveva iniziato a germogliare fin dai primi anni della sua vita, durante i quali sviluppò un’insana ossessione per la morte. Le cause della sua macabra perversione furono molteplici. Anatoly fu vittima di abusi sessuali in tenera età. In oltre a detta stessa dell’uomo, la sua perversione naque quando, da ragazzino, venne costretto dai genitori a baciare il volto di una sua amichetta, morta da poco, durante il suo funerale. L’uomo aveva il desiderio di adottare una bambina, desiderio che non venne mai soddisfatto dato che non era sposato. Tutti fattori che lo portarono a sviluppare il suo malato interesse nei confronti della morte e dei cadaveri delle bambine.

Anatoly percorse in lungo ed in largo tutti i cimiteri che si trovavano entro 20 miglia da casa sua, alla ricerca di nuove bambole da aggiungere alla sua inquietante collezione.

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Nella sua mente, Anatoly, stava rendendo omaggio a queste piccole vite spezzate. Credeva di essere l’unico a ricordarsi ancora di loro, l’unico a donare ai piccoli corpi affetto e calore umano. La sua ossessione, seppur apparentemente innocua, per lo meno se relazionata ad altre devianze ben più brutali e macabre, rappresentò senza ombra di dubbio una vera e propria pugnalata al cuore dei genitori delle piccole bambine sparite dalle loro tombe e tramutate nei compagni di giochi di Anatoly.

Poco dopo il suo arresto l’uomo venne considerato incapace di intendere e di volere e venne internato in una clinica psichiatrica nella quale si trova ancora oggi. I medici che lo hanno in cura affermano che la guarigione è impensabile, e che ci sono pochissime possibilità di miglioramento. Dicono che molto probabilmente Anatoly Moskvin non lascerà mai la clinica.

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Informazioni su D. Thecnocaos

Il mistero ed il paranormale mi affascinano. L'orrore e l'inquietudine sono il mio pane quotidiano.

Pubblicato il 15 ottobre 2015, in MISTERI con tag , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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