MEIWES – UNA STORIA DI CANNIBALISMO

La mente umana è in grado di generare una quantità enorme di perversioni. Alcune di esse sono estremamente ripugnanti e macabre, dei desideri nascosti ed inconfessabili che sfociano nella follia omicida e, parlando di perversioni folli e macabre, è impossibile non citare lo scioccante caso di Armin Meiwes.

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Una storia che scosse l’opinione pubblica tedesca, gelando il sangue al mondo intero. Un racconto fatto di devianze mentali follia e morte. Un carnefice lucido e metodico nella sua follia, un delitto dettato da una perversione estrema ed una vittima consenziente, desiderosa di andare incontro al suo tremendo destino.

 

Armin era un membro tedesco di un forum poco conosciuto di internet, chiamato Cannibal Cafè Forum.

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In questo luogo i visitatori potevano mettersi in contatto con altre persone che condividevano la stessa macabra passione. Cibarsi di carne umana.

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Il signor Meiwes era un membro molto attivo di questo forum sul quale erano presenti parecchie discussioni iniziate proprio da lui. Ma Armin non si limitava a parlare della sua perversione. L’uomo stava cercando una vittima, qualcuno disposto a farsi divorare. Sarebbe stato il coronamento del sogno deviato di una vita.

La cosa inquietante è che Armin ricevette molte risposte positive, che però non portarono mai a nulla di concreto, almeno fino al 9 marzo del 2001.

Quel giorno fu contattato da una vittima desiderosa di farsi macellare e cannibalizzare: si trattava di un ingegnere elettrotecnico tedesco di Berlino, omosessuale e dedito alla coprofagia, di nome Bernd Brandes.

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– Cerco uomo ben fatto tra 18 e 30 anni da macellare” – Il Mastro Macellaio.
Questo era l’annuncio al quale rispose Brandes. Bernd era la persona ideale per Armin. Condividevano la stessa perversione, con la differenza che lui trovava eccitazione nell’idea di essere mangiato.

I due, dopo essersi conosciuti sul forum, decisero di incontrarsi. Parlarono a lungo, pianificando accuratamente
il giorno in cui si sarebbe svolto il macabro banchetto.

Nel marzo del 2001 la coppia si recò in una villetta di propretà di Armin. Brandes si spogliò e si adagiò in una vecchia vasca da bagno. L’uomo sapeva che sarebbe morto quel giorno, ma non gli importava. In quel momento il suo unico desiderio era che Armin gli strappasse il pene per poi divorarlo.

E così avvenne.

Dopo aver somministrato a Brandes una forte dose di tranquillanti, accompagnati da alcol, e dopo averlo baciato sulla fronte, Armin tentò inutilmente di strappare il pene del suo compagno a morsi. Nonostante i ripetuti, e sempre più violenti tentavi, Armin fallì nell’intento.
In una deposizione fatta alla polizia l’uomo dichiarò che la consistenza del pene era troppo gommosa per essere morso. Quindi, aiutandosi con un coltello, lo tranciò, lo cucinò in una padella e lo tagliò in piccoli pezzi, dandone parte al suo cane.

Durante tutto il procedimento Brandes rimase vivo e cosciente, arrivando persino a condividere il pasto col suo amico. Finalmente, la perversione di un’ intera vita era stata soddisfatta. Ora poteva morire felice.

Armin gli tagliò la gola con un coltello da cucina, e lo appese a testa in giù grazie a dei ganci che aveva precedentemente preparato, lasciandolo a dissanguarsi per un’ora circa. Mentre il cadavere veniva privato di tutto il suo sangue, che gocciolava lentamente nella vasca da bagno, Armin andò nel salotto della villa, dove ammazzò il tempo leggendo un libro.
Una lucidità ed una freddezza incredibili di fronte a quello che stava per succedere in quella villetta.

Terminato il dissanguamento l’uomo incise il corpo della sua vittima dall’inguine fino alla gola, smembrandolo completamente.

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Ne macellò le carni, pezzo per pezzo. Sangue, muscoli, organi…raccolse tutte le parti commestibili
del cadavere e le conservò nel suo congelatore. Meiwes filmò tutto il procedimento di macellazione grazie ad una piccola telecamera che si era portato dietro per l’occasione, quasi come se sapesse che quel magico momento, il coronamento del suo sogno segreto ed inconfessabile, non si sarebbe mai più ripetuto. Quasi a glorifcare
quell’unico ed irripetibile atto di cannibalismo.

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Armin rimase impunito per quasi un’anno, il tempo che impiegò a divorare circa 20 chili di carne ed organi della sua vittima.

Ma i suoi pasti furono bruscamente interrotti dall’arrivo della polizia. Le indagini che erano partite poco dopo la scomparsa di Bernd Brandes si conclusero con l’arresto dell’uomo.
L’omicidio non sarebbe mai stato scoperto se Meiwes non avesse pubblicato un nuovo annuncio su internet con l’intenzione di procurarsi altra carne umana.
Le prove a suo carico erano schiaccianti. Il congelatore di Meiwes era ancora pieno delle parti del cadavere. Il tremendo filmato del delitto fu recuperato dalla polizia.

Per il cannibale non c’era più scampo.

Il filmato venne portato in tribunale ed utilizzato come prova. Si racconta che il video impressionò talmente tanto
alcuni dei giurati da costringerli a ricevere assistenza psicologica a carico dello stato.

Armin fu punito per il suo crimine con l’ergastolo. A seguito del processo il Cannibal Cafè forum venne considerato troppo pericoloso e quindi chiuso. Il filmato della macellazione di Brandles per fortuna, o per sfortuna è praticamente introvabile sulla rete. Merito della polizia tedesca che non ne permise mai la diffusione. Ne vennero sottratti solamente alcuni fotogrammi oggi facilmente reperibili con una breve ricerca.

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Meiwes, negli ultimi anni, ha rilasciato diverse interviste dal carcere di massima sicurezza in cui è internato. A detta dell’uomo esistono moltissimi potenziali cannibali nel mondo, uomini e donne desiderosi di vivere la sua stessa esperienza.

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I media parlano di circa un milione di possibili cannibali, una cifra enorme, che ancora una volta testimonia gli abissi che la mente umana può toccare. Una storia che ci fa chiedere dove si possa nascondere, magari a sua stessa insaputa, il prossimo Armin Meiwes.

 

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Informazioni su D. Thecnocaos

Il mistero ed il paranormale mi affascinano. L'orrore e l'inquietudine sono il mio pane quotidiano.

Pubblicato il 29 marzo 2015, in MISTERI con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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