Le fotografie più inquietanti del web (vol.3)

La fotografia è uno dei mezzi più potenti per trasmettere informazioni, conoscenza e spesso inquietudine e spavento. Oggi vi parlerò di nuove fotografie inquietanti. Immagini spaventose tristi e disturbanti, dove la morte la fa da padrona, e la terribile realtà delle situazioni immortalate è il filo conduttore. Omicidi, torture, fatalità e crudeltà umana nella sua massima forma.
Questo vi attende in questa nuova classifica.

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LA CAMERA

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All’ interno di questa camera si è consumata una delle tragedie più tristi e terribili dell’umanità. Il dolore, l’angoscia e lo spavento di coloro che sono entrati in questa stanza è molto evidente, la fotografia stessa sembra trasudare queste terribili emozioni.

Centinaia e centinaia di persone sono entrate qui dentro, senza mai uscirne. Sul muro sono evidenti i segni provocati dalle unghie di coloro che sono stati qui.

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Graffi, causati dal terrore che si prova quando si diviene consapevoli che la propria morte è vicina ed inevitabile. Immaginate la confusione, le urla ed i pianti che questo stanzone ha visto quando
era operativo come camera a gas, ad Aushwiz

 

LA VALANGA UMANA DI HILLSBOROUGH

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In questa fotografia possiamo vedere l’incidente conosciuto come la Valanga umana di Hillsborough.

1989, Sheffield.

Si gioca la partita per la semifinale della coppa d’ Inghilterra. A causa delle tensioni provocate dai tifosi fuori dallo stadio, rimasti senza biglietto, la polizia decide di aprirne le porte, nella speranza di scongiurare dei possibili disordini.

La massa di tifosi che è entrata nello stadio, già stipato di persone, ha causato un’urto violentissimo, che ha travolto i presenti. La gente, nel tentativo di fuggire si è diretta giù per le gradinate, verso il campo, dove una rete metallica ha fatto da barriera, schiacciandoli.

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Un centinaio di morti accertati. Tutti ragazzi, giovanissimi.

Molti sono bambini.

Centinaia di feriti. Migliaia di persone travolte, calpestate, spinte, stritolate sotto il peso di una folla presa dal panico.

 

BRUCIATI VIVI

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Queste sono una serie di fotografie scattate a persone carbonizzate. Istintivamente, vedendo queste immagini ci viene da pensare ad un’efferato delitto. In realtà la situazione è ben più misteriosa e spaventosa.

Si tratta di vittime di combustione umana spontanea. Un fenomeno per cui il corpo umano si incendia dall’interno,
carbonizzando la malcapitata vittima.

Un fenomeno triste, ma perchè ho usato il termine misterioso?

L’ho usato perchè la scienza non ha ancora trovato una spiegazione definitiva al fenomeno. Si parla di incendio causato dall’accumulo di grassi corporei ed innescato da una fonte esterna, come una pipa o una sigaretta,
oppure si parla di accumulo di acetilene all’interno del corpo.

Sono teorie plausibili, ma non condivise da tutti. Sostanzialmente la causa della combustione spontanea rimane un mistero, rendendoci tutti delle possibili vittime di questo orribile avvenimento.

 

LA VITTIMA DI ROBERT

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Robert Berdella era un Serial Killer che operò in america, a Kansas City tra il 1965 ed il 1988. Sequestrava, torturava, stuprava ed uccideva giovani ragazzi.
La sua storia è comune a quella di molti altri serial killer. Robert veniva da un passato fatto di abusi, violenza, uso di sostanze stupefacenti e torture ai danni di animali. Le sue vittime predilette erano giovani ragazzi che si prostituivano per vivere.

Usava condurli a casa sua, dove li drogava e li imprigionava. Qui abusava ripetutamente di loro, fino ad ucciderli. In particolare il suo primo omicidio è divenuto molto famoso. Robert infatti documentò accuratamente ciò che fece, annotando tutti i particolari del delitto in un diario e, cosa ancora più inquietante, scattando molte fotografie per immortalare l’accaduto.

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Jerry Howell, la giovane vittima di Robert, viene condotto in casa sua, drogato con dei sedativi per cavalli e legato ad un letto.

Nelle ore successive viene stuprato ripetutamente.

Il giovane Howell muore per asfissia dopo un giorno di questo trattamento.

Berdella sa già cosa fare per disfarsi del cadavere.

Robert lo porta in cantina e lo appende a testa in giù: ne incide poi le carni in profondità, tranciando vene e arterie, e dissanguandolo.

Successivamente lo farà a pezzi, “imbustando” tranci del corpo all’ interno di normali sacchi della spazzatura.
Sacchi che i netturbini provvederanno a raccogliere e a gettare in discarica, all’oscuro di tutto.
La serie di omicidi continuò fino al 1988, anno in cui Berdella viene arrestato. L’8 ottobre 1992 muore in prigione a 43 anni a causa di un arresto cardiaco.

 

JAMES BULGER

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Questa fotografia ci mostra un ragazzino che tiene per mano un bambino più piccolo di lui all’interno di un centro commerciale.

Perchè questa foto, apparentemente innocente, è invece così terribile?

Perchè la storia di quest’immagine è quanto di più sadico ed agghiacciante si possa immaginare.

Jon Venables e Robert Thompson erano due ragazzini di 10 anni che si trovavano all’interno di un centro commerciale inglese nell’inverno del 1993.

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Non si sa cosa sia scatto nella mente dei due ragazzini. Non si sa cosa li condusse a prendere la decisione di rapire un bambino in quella fredda giornata invernale.

Dopo alcuni tentativi falliti i due riuscirono a portare via James Bulger (3 anni) alla sua mamma.

Robert Thompson and Jon Venables, the two boys jailed in 1993 for beating to death of two-year-old toddler James Bulger (pictured)

Una telecamera di sorveglianza li immortalò nell’atto del rapimento.

L’intento dei due piccoli rapitori? Utilizzare James per provocare un’incidente stradale, oppure torturarlo ed ucciderlo per divertimento.

La vicenda è molto conosciuta in tutti i suoi dettagli. Questo perchè il trio si aggirò per le strade della cittadina di Bootle percorrendo diversi chilometri, e venendo visti da molte persone, che non intervenirono.

In fondo quali sospetti potrebbero destare due ragazzini di 10 anni?
Dopo un’intera giornata passata a trascinare in giro il piccolo James, i due ragazzini decisero che era ora di farla finita. Il piccolo piangeva disperato e avrebbero potuto rischiare di venire scoperti.

Condussero James nei pressi della ferrovia della città. Uno dei due tirò della vernice blu, acquistata in mattinata, in faccia al piccolo James.
I due ragazzi lo colpirono con dei sassi e con una sbarra d’acciaio da 10 chili. Lo presero a calci, e ne abusarono sessualmente.
Depositarono James, ancora vivo, sui binari ferroviari, coprendo la sua testa con dei sassi, nella speranza che un treno lo investisse e la sua morte sembrasse accidentale.

Dopo che gli assassini ebbero abbandonato il luogo del delitto, il corpo del piccolo fu tranciato in due da un treno.

I due ragazzi vennero arrestati e rinchiusi in un carcere minorile, fino al 2001, anno in cui furono scarcerati.
Una vicenda orribile causata da una violenza sadica ed immotivata partorita dalla mente di due bambini di 10 anni.

 

 

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Informazioni su D. Thecnocaos

Il mistero ed il paranormale mi affascinano. L'orrore e l'inquietudine sono il mio pane quotidiano.

Pubblicato il 26 gennaio 2015, in Classifiche inquietanti con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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