I 5 posti più inquietanti della terra

Esistono luoghi sulla terra alla cui sola vista si rimane inorriditi, inquietati o terrorizzati. Magari avrete anche visto qualche fotografia di questi luoghi in giro per il web. Sappiamo tutti quanto anche solo una fotografia possa toccarci nel profondo.

Ma ora immaginate di conoscere anche la storia del posto immortalato nell’immagine. Immaginate che la storia sia molto più oscura e spaventosa del luogo stesso.

Fatelo, perchè è quello che sto per raccontarvi ora.

Questi sono i 5 posti più inquietanti della terra.

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5 – L’isola delle bambole

Immaginate di fare una gita in barca nei pressi di Città del Messico. Ad un certo punto, aggirata un’ansa del canale Xochimilco vi trovate di fronte ad uno spettacolo molto inquietante.

Su di una piccola isola, al centro del canale, qualcosa vi osserva.

Centinaia di piccoli occhi vi stanno fissando. Occhi spenti, vitrei, morti.

Appartengono alle decine e decine di bambole appese sugli alberi dell’isola.

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La storia di queste bambole nasce da una tragedia legata all’unica persona che in precedenza abitava l’isola.

Don Julian Santana.

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Un giorno, mentre perlustrava l’isola, Julian trovò il corpo di una bambina affogata nel canale. L’uomo restò sconvolto ed inorridito dalla scena, e quando vide arrivare galleggiando, poco dopo, anche una bambola, decise di appenderla ad un’albero, in onore della giovane deceduta. Sperava che grazie a questo simbolico gesto l’anima della bambina trovasse pace, e che nel contempo eventuali forze maligne abbandonassero l’isola.

Ma ben presto la mente dell’uomo iniziò a vacillare.

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Julian si convinse che l’anima della piccola non aveva trovato pace. Cercò altre bambole per placare lo spirito della bambina, ma neanche questo saziò le forze maligne.

Le bambole lo osservavano, e pretendevano il loro tributo.

L’uomo decise che doveva trovare altre bambole da appendere agli alberi. Iniziò persino a spendere tutti i frutti del suo duro lavoro per l’acquisto dei giocattoli.

La storia prese una piega particolarmente sinistra quando, nel 2001, Don Julian annegò nel canale, proprio come la bambina molti anni prima.

Alcuni dicono siano state le bambole ad ucciderlo, ma con tutta probabilità si è trattato di un’incidente.

Da allora le bambole sono le vere padrone dell’isola.

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4 – Pripyat

Ci troviamo in Ucraina, più precisamente a Pripyat, e se vogliamo essere ancora più precisi a 3 km da Chernobyl, la centrale nucleare che esplose, causando l’immane tragedia che tutti noi conosciamo.

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Qui vivevano le famiglie dei lavoratori della centrale. Proprio queste famiglie furono quelle più duramente colpite dalla tragedia.

In un colpo solo persero parenti, casa e lavoro. La città fu rapidamente evacuata.

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Oggi è a tutti gli effetti una città fantasma.

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Gli edifici sono abbandonati e la natura sta, poco per volta, riprendendosi il terreno. Il livello di radiazioni della terra e dell’acqua è pericolosamente alto. Per non parlare del fatto che è proprio in questa zona, nelle viscere della terra, che si nasconde l’Elephant Foot, la cosa più pericolosa del pianeta. (Per sapere cos’è l’Elephant Foot clicca qui)

Pripyat è un monito all’umanità. Il suo abbandono, la sua desolazione…testimoniano il male che l’uomo è in grado di auto-infliggersi.

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3 – Aokigahara

Aokigahara è una foresta situata ai piedi del monte Fuji. E’ un ambiente meraviglioso, immerso in una natura lussureggiante e quasi incontaminata.

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Ci si potrebbe perdere tra i sentieri che l’attraversano, distratti dalla bellezza naturale del luogo.

Ma se mai doveste perdervi al suo interno, quello che potreste incontrare non vi piacerebbe.

Infatti Aokigahara, oltre ad essere una meravigliosa meta turistica, è anche il luogo preferito dai giapponesi per suicidarsi.

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Ogni anno più di 100 corpi vengono trovati tra gli alberi della foresta, vittime evidenti di suicidio.

Non si sa cosa spinga le persone a scegliere questa foresta come ultima meta.

Sono talmente tanti i suicidi che è stata addirittura creata una squadra di persone addette alla ricerca ed al recupero dei corpi.

Aokigahara, un luogo magnifico e terribile, dove la natura regna sovrana e la vita si spegne nel silenzio.

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2 – Manicomio di Byberry

Il manicomio Byberry è stato chiuso nel 1990  demolito nel 2006. La demolizione dell’edificio fu voluta dagli abitanti stessi della zona, stanchi di quel luogo maledetto.

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Ciò perchè questo luogo fu l’archetipo di tutte le cose terribili ed inquietanti che la gente attribuisce ai manicomi. Molti film, libri e fumetti che parlano di manicomi in maniera oscura e negativa furono ispirati dalla storia del manicomio Byberry.

I pazienti venivano maltrattati dal persona che lavorava nella struttura, incoraggiato dai superiori ad essere il più inumano possibile.

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L’amministrazione dell’istituto era terribile. Molte zone erano lasciate in completo abbandono, tanto che si potevano persino trovare escrementi nei corridoi. Assassini pericolosi convivevano con persone semplicemente malate. Molte famiglie facevano internare i loro parenti nel manicomio al solo scopo di sbarazzarsene.

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Una volta un paziente ne smembrò un’altro durante la notte. Il corpo fu trovato sparso per tutto l’ospedale. Sui muri c’erano tracce di sangue, pezzi di carne sul pavimento. Gli infermieri riuscirono a recuperare i denti della vittima solamente perchè un ospite della struttura li aveva presi per giocarci.

La morte dei pazienti era una cosa normale in questo luogo. Di notte non si era mai tranquilli. La morte aleggiava costantemente sulla struttura.

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1 – Il campo di concentramento dell’Unità 731

Così come i nazisti ebbero Josef Mengele, anche i giapponesi ebbero il loro angelo della morte.

Ishii Shiro fu un medico che compì terribili esperimenti sui prigionieri e sulla popolazione cinese durante gli anni della seconda guerra mondiale.

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Lavorò nell’impianto di Harbin, nella zona nord della Cina controllata ancora dal Giappone. L’intero progetto fu nominato Unità 731.

Ex-prigionieri, alleati e cinesi, sopravvissuti ai suoi disumani esperimenti, raccontano che ad alcuni prigionieri sono state iniettate sostanze tossiche per capirne la capacità di sopravvivenza. Altri prigionieri sono stati esposti a temperature di -20°c, fino a quando le bracia congelate, colpite da un bastoncino, non emettevano un rumore simile a quello di una tavola di legno. Dopo di che venivano prima immerse nell’acqua bollente e poi la loro pelle veniva strappata come carta.

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Altri ancora raccontano di un’esperimento di inoculazione del batterio della peste su 12 cavie. Solo una persona sopravvisse dopo 19 giorni, ma venne vivisezionata immediatamente.

Oppure l’esposizione a circa 20.000 volt di energia elettrica, con effetti immaginabili sul corpo umano. Per non parlare di cavie messe a testa in giù per vedere quanto sopravvivevano ad iniezioni di aria nelle vene o di urina di cavallo nei reni.

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Anche i bambini non venivano risparmiati, ed erano oggetto di vivisezioni. In fine amputazioni selettive di arti od organi sani.

Questi esperimenti avvenivano tutti nel campo di concentramento dell’Unità 731. A mio parere uno dei luoghi più agghiaccianti della terra.

 

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Informazioni su D. Thecnocaos

Il mistero ed il paranormale mi affascinano. L'orrore e l'inquietudine sono il mio pane quotidiano.

Pubblicato il 27 ottobre 2014, in Classifiche inquietanti con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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